Wi-Fi la connessione senza fili

Il Wi-Fi è ciò che comunemente viene identificato come rete wireless, ovvero una trasmissione di dati e non solo senza alcun ausilio di fili con l’utilizzo di un router o modem. Oramai è senz’altro una realtà presente in ogni abitazione ed è dunque la tecnologia che consente lo scambio tra più dispositivi di dati e non solo utilizzando onde radio. Tale sistema di comunicazione quindi permette la condivisione anche della connessione internet. La rete ha uno o più punti di accesso ed è qui che ha principio il segnale. Da tenere in considerazione che il dispositivo del punto di accesso è collegato tramite un cavo alla rete fornita dall’ISP, cioè il gestore telefonico di riferimento che fornisce il servizio. Ovviamente offre la possibilità di sostenere anche più dispositivi connessi alla rete e con l’opportunità di utilizzarla contemporaneamente.

Il segnale di un solo punto di accesso solitamente è in grado di coprire abilmente un’area con raggio tra i cinquanta ed i cento metri, ma ovviamente ciò può variare stando alla configurazione del luogo in cui il segnale viene propagato. Nel caso ci si ritrovi con impedimenti al segnale o zone al di fuori dell’area che rientra nelle capacità del wireless, si può considerare l’eventualità di estenderlo facilmente. Si può amplificare con il collegamento di più punti di accesso tramite l’utilizzo di cavi o anche con l’installazione di ripetitori di segnale, che interagiscono con il segnale di un access point e lo trasmettono nuovamente.

Il Wi-Fi del router riesce a trasmettere un pacchetto dati ogni 100 ms, e tale pacchetto è chiamato “beacon”, contenente lo SSID della rete con altre informazioni, come ad esempio il protocollo di sicurezza al momento in utilizzo. Un accessorio, dotato di scheda Wi-Fi o un ripetitore di segnale, ha l’abilità di connettersi alla rete con criteri differenti. Riesce a collegarsi alla rete con un SSID noto, cioè una rete già registrata, oppure prediligere quella con un segnale più forte e con la garanzia di prestazioni migliori. In presenza di una rete protetta, sarà necessaria la password prestabilita. Ciò ci porta ai differenti protocolli di sicurezza: WEP, WPA e WPA2. Il più sicuro a oggi è il WPA2, consentendo la crittografia delle chiavi di sicurezza con un algoritmo a 256 bit: AES (Advanced Encryption Standard).

Fu nel 1985 che si decise di liberare determinate frequenze rendendole disponibili all’uso civile senza licenza. Nel 1999 è però che prende forma il protocollo IEEE 802.11b, insieme con il nome Wi-Fi e il suo oramai conosciutissimo logo. Da lì vennero infatti definiti tutti i principi strutturali della tecnologia, assieme a quelli dello sviluppo e della diffusione. Queste sono le classi che di volta in volta hanno stabilito gli standard tecnologici in base ai quali vengono realizzati i prodotti predisposti all’utilizzo wireless. Le classi riconosciute dalla comunità internazionale sono identificate dal numero 802.11 seguito da una lettera dell’alfabeto. Attualmente gli standard Wi-Fi più in utilizzo sono ben 4: b, g, n, e ac. Quest’ultima è disponibile solo nei router dual-band o tri-band ed è dunque supportata da dispositivi recentemente prodotti. Tali dispositivi hanno la possibilità di sfruttare sia la classica banda di frequenza a 2.4GHz, sia le bande di frequenza a 5GHz,ovvero ciò che serve per la tecnologia wireless ac. La banda di frequenza a 5GHz ha un raggio d’azione però inferiore rispetto a quella a 2.4GHz. Dall’altro lato risulta molto meno soggetta a interferenze e dunque permette di mantenere una velocità di trasferimento dati di lunga superiore in confronto alla banda di frequenza a 2.4GHz. La classe ac si è poi ancora evoluta con lo standard 802.11ac wave 2, assicurando una maggiore velocità nel trasferimento dei dati e prestazioni migliori. Ciò è stato possibile attraverso l’utilizzo di quattro stream spaziali da ogni dispositivo, a una maggiore banda a disposizione per questi dispositivi e l’utilizzo dei canali a 160 MHz. Da considerare quindi l’impiego della tecnologia MU-MIMO (Multiple User, Multiple Input, Multiple Output), con cui si è facilmente riuscito a consentire la gestione delle richieste di più dispositivi nello stesso momento. La banda a 2.4GHz può contare su 14 canali, mentre quella a 5GHz su 23 canali. Su tali canali di trasmissione sono basate le reti wireless. I dispositivi di rete a 2.4 GHz operano in un range di 100 MHz, precisamente tra i 2400 MHz e i 2500 MHz, e a ciascun canale vengono assegnati 20 MHz, dunque è piuttosto facile giungere alla conclusione che i canali, immaginandoli come flussi non isolati, si accavallino. Gli unici, e più consigliati, canali che non si sovrappongono, poiché con intervalli che non toccano, sono l’1, il 6 e l’11. Le reti a 5GHz solitamente non sono soggette ad interferenze, poiché questa banda risulta meno usata e conta più spazio con poche probabilità di disturbo.

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